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Big Buck Clown: il nuovo divertente corto

Come da titolo, alla Blenderosik è in lavorazione un nuovo corto, soprattutto corto, dopo il successo del coniglio bianco, in rete è già disponibile la prima immagine!

Il pagliaccio

E ora via con la musichetta!
“Pa pa pa paarapapaparaaa, pa pa pa paarapapaparaaa…”

Neverwinter Nights 2 per Mac, e per GNU/Linux?

Il primo Neverwinter Nights risalente al 2002 uscì anche in versione giocabile per il nostro amato sistema del pinguino, una buona conversione con qualche lacuna, ma l’importante era poterci giocare, ed io ancora ci sto giocando ininterrottamente da 3 anni, soprattutto online, il vero cuore di questo gioco. Purtroppo tempo fa quando annunciarono che il secondo capitolo sarebbe stato sviluppato solo per i sistemi Windows decisi di non comprarlo, come me molti altri hanno fatto la stessa cosa. La Obsidian, quanto rimpiango la Bioware, e non solo per il mancato supporto a Linux, ma anche per la loro bravura nel creare GDR (Baldur’s Gate, Planescape: Torment e altri), decise di sviluppare il gioco non più usando le OpenGL, librerie compatibili su tutti e 3 i maggiori sistemi operativi, ma con le DirectX di casa Microsoft. Continua a leggere ‘Neverwinter Nights 2 per Mac, e per GNU/Linux?’

Pronti? Via!

Ennesimo articolo stupido :D
Oggi avevo la fotocamera in mano e mi è venuta l’idea di filmare l’avvio della mia “ubuntubox”, ecco cosa ne è venuto fuori:

Direi che l’avvio del Kernel GNU/Linux è velocissimo, mettendo da parte l’inserimento dell’utente e della “chiave segreta”, con relativi eventi sonori come il “ticchettare” sui tasti (lol), direi che fino ad uno GNOME avviato per intero ci sta un 45 secondi. il Kernel ci sta intorno ai 13-14 secondi per caricarsi, il resto è GDM, Xorg e GNOME, con il secondo che sta un bel po’ per “colpa” di Compiz e il terzo soprattutto per la Deskbar Applet. Credo sia il caso per lo sviluppatore della Deskbar di ottimizzare il caricamento, probabilmente influiscono molto i plugin in Python :)
Un po’ di informazioni; il kernel è un 2.6.21.6-feisty-ck2 x86_64 GNU/Linux, la versione di Ubuntu naturalmente Feisty Fawn, il Compiz è la versione 0.4 che c’è nei repository uPure64.

uPure64 nella Newsletter ufficiale di Ubuntu-it!

L’unica volta in cui mi distraggo e non noto l’uscita definitiva del nuovo numero (21) della newsletter di ubuntu-it, c’è un articolo proprio sul “nostro” repository! :D
Non l’ho mai pubblicizzata prima (ce ne era bisogno?), ma ora ho un motivo in più per farlo, è un’iniziativa molto carina e prende spunto da quella internazionale, anche sa ha un’identità propria e non è una mera copia :)
Potete leggere il numero 21 qui: http://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2007.021
Un ringraziamento agli editori della newsletter ;)

P.s.: 21 giugno, buona estate a tutti!

Qualche precisazione ci vuole sempre

Visto gli ultimi periodi una precisazione ci vuole sempre, non che ce ne sia bisogno, nessuno si è lamentato mai, ma ribadire è sempre un “di più”.
I pacchetti contenuti nel repository uPure64 non sono in nessun modo modificati rispetto all’originale codice sorgente del pacchetto da cui proviene, tranne quando si tratta di “backport” importati da altri repository Debian o Ubuntu, in questi casi non c’è nessuna modifica, tranne quella di adattare le dipendenze ad una versione inferiore, o superiore, a seconda dei casi. Se vi sono modifiche al codice sorgente sono da imputare agli sviluppatori di queste distribuzioni, a ragione tralaltro.
Quando invece un pacchetto è “originale” e non un backport, le uniche modifiche che apporto sono “solo” patch ufficiali di ubuntu, di debian, o più unici che rari casi, dello stesso programma, come può essere applicare una patch “originale” al pacchetto epiphany-browser prelevandola dall’SVN, esempio questa patch che risolve un bug al pulsante del “vai”.
Tuttavia, le modifiche che vengono applicate ad un pacchetto contenuto nei repository uPure64 sono elencate nel “changelog.Debian”, se l’update-notifier non le mostra all’aggiornamento, potete comunque consultarle scaricando il pacchetto .deb, scompattando in sequenza lo stesso .deb, il compresso data.tar.gz che si è venuto a creare, e poi il changelog.Debian.gz nel percorso /usr/share/doc/nome_programma.
Esempio pratico può essere questo changelog del pacchetto di Totem 2.18.2:

totem (2.18.2-0ubuntu1~upure64) feisty; urgency=low

* New upstream version
* debian/patches
applied ubuntu patches from totem 2.18.1
01_no-newer-libxine.dpatch
04_desktop_gettext_domain.dpatch
05_auto_resize.dpatch
20_use_alternatives

In questo caso sono state applicate patch contenute nei repository ufficiali di Ubuntu. Quando invece si trattano di “normali” backport è indicato chiaramente nello stesso changelog, non mi voglio certo prendere i meriti di qualcun’altro, ed in più ci sono i diff.gz e .dsc a testimoniarne la bontà :)
Infine due cose:
1) ricordo che uPure64 è un repository “amatoriale” e non ufficiale, con tutto quello che ne consegue, quindi non mi assumo responsabilità di quello che installate (ma questo è anche nella GPL di ogni programma che la adotta, molti ignorano questo), ma…
2) … proprio per questo in uPure64 non troverete mai backport interi di versioni instabili di chicchessia desktop manager come GNOME o KDE, a fare i backport son bravi anche i bambini (soprattutto quando si credono “grandi”), se proprio volete testare, o avere, software instabile e più aggiornato, installate o aggiornate a Gutsy o chi per lei.
Buon aggiornamento :)